A.P.D. Noi team Bovolone

Bambini e attività fisica


FATTORI CHE INFLUENZANO L’APPROCCIO DEI BAMBINI
ALL’ATTIVITÀ FISICA
 
INFLUENZA NEGATIVA
-MANCANZA DI SPAZI ADEGUATI
-PRESENZA DI RISCHI NELL’AMBIENTE
-MODIFICAZIONI DELLA VITA QUOTIDIANA DEI GENITORI
-MANCANZA DI TEMPO DA PARTE DEI GENITORI
-ETÁ CRESCENDO DIVENTANO PIÙ PIGRI
 
INFLUENZA POSITIVA
-PRESENZA DI SPAZI ADEGUATI
-AMBIENTE CONTROLLATO
-MIGLIORE PERCEZIONE DELLA QUOTIDIANITÁ CON UN SENSO DI BENESSERE
-OTTENUTO GRAZIE ALL’ATTIVITÁ FISICA.
-SUPPORTO DELLA FAMIGLIA DOVE TUTTI PRATICANO ATTIVITÁ FISICA.
-BUONI RAPPORTI CON I COETANEI
-CREAZIONE DI GRUPPI DI AMICI CHE FANNO SPORT INSIEME
 
In pratica i genitori devono essere d’esempio perché i loro figli diventino attivi nella famiglia e con i loro coetanei,
l’esempio deve arrivare dalla vita quotidiana uso ridotto dell’automobile passeggiate all’aperto gite frequenti in bicicletta
pomeriggi in piscina o trascorsi insieme in montagna a sciare i genitori devono essere d’esempio perché i ragazzi facciano attività
fisica nella quotidianità e devono essere certi che le ore trascorse davanti al computer ed ai videogiochi siano veramente poche.
La scuola dovrebbe aiutare la famiglia promuovendo lo stato di salute dei ragazzi attraverso programmi di istruzione che sostengano e che incrementino l’attività fisica e la comunità cittadina dovrebbe sviluppare programmi di attività sportive, sostenendo le varie associazioni sportive.


L'ALLENATORE SPORTIVO ED I BAMBINI


L’allenatore


Tutti i bambini ed i ragazzi meritano un allenatore diplomato, competente, motivato e deciso non solo ad ottenere dei risultati, ma a stimolare nel giovane la passione e l’amore per lo sport e per l’attività fisica in genere. Gli adulti hanno un ruolo importante nelle
decisioni di un bambino e di un ragazzo nei confronti dell’attività sportiva. Basta uno sguardo, una parola detta o non detta al momento giusto per modificare le attitudini e le prestazioni di un giovane atleta. Il 95% dei giovani ritiene che il miglior giudice della sua
prestazione sportiva e delle sue capacità sia l’allenatore e solo il 55% ritiene che anche i genitori o gli insegnanti possano esprimere un parere. Il metodo che l’allenatore usa per correggere un comportamento, sottolineare un errore, o per esaltare una performance
sono determinanti per lo sviluppo o la perdita della stima verso se stesso del giovane atleta. Per migliorare la fiducia che hanno nelle proprie capacità, deve esaltare quanto fanno di buono senza minimizzare gli errori o le loro debolezze, semplicemente descriverle e cercare di farle superare con uno sforzo comune.


Bisogni psicologici


Cosa sapere


Il bambino sportivo, inteso non come quello che pratica semplicemente la normale attività fisica adeguata alla sua età, bensì come il bambino o ragazzo che fa agonismo o la bambina che studia all'accademia di danza, ovvero in generale quello/a che esercita una attività fisica per più di tre ore al giorno, tutti i giorni o quasi, è un soggetto sottoposto ad una quantità e qualità di stress
particolare.
Il livello di competitività cui questi giovani sono sottoposti, la continua sfida con se stessi e con le proprie capacità, il continuo confronto con gli altri coetanei con/contro cui gareggiano, e dunque la continua rincorsa al miglioramento delle proprie prestazioni, sono tutti elementi che con facilità si sommano e che hanno effetti non sempre positivi sulla costruzione della identità personale e dunque in ultima analisi sull'equilibrio psicologico. Inoltre in questi bambini più spesso e in modo più esplicito che negli altri viene da tutti - famiglia, educatori, insegnanti - sottolineato il legame tra comportamento, alimentazione e qualità delle prestazioni.
Si configura così un rischio (troppo?) alto che l'attenzione di tutti sia focalizzata sul risultato della prestazione, più che sulla prestazione in sé e per sé.


Cosa fare


Nel favorire l'attività sportiva bisognerà fare attenzione a che questa sia un'occasione educativa e
di crescita personale per il bambino.
Ovvero, che lo sport o la danza o qualunque altra attività fisica organizzata siano un modo per
ampliare la cultura e le capacità emotive oltre che la sostanza esistenziale dei futuri adulti, un po'
come accadeva per gli antichi Greci, più che una corsa al risultato, al successo, alla vittoria e
niente altro, come è invece più tipico delle prestazioni atletiche e sportive in generale di oggi.
Insegnare anche a perdere, apprezzare il senso del partecipare per far sì che una adeguata dose di
competizione resti un'esperienza sana piuttosto che patogena.
È fondamentale che i genitori si mostrino allegri e soddisfatti del fatto che il figlio è in gara
piuttosto che perché, e solo se, vince.
Un altro punto resta di fondamentale importanza ai fini della prevenzione dei distrurbi delle
condotte alimentari: sconfessare e contrastare apertamente quelle insegnanti - soprattutto di danza
ma anche di altre attività sportive - che fanno continui riferimenti al peso, minacciando i ragazzi
di escluderli dalle competizioni o dalle prestazioni se non perdono peso ed insistendo sul controllo
ponderale di etto in etto.


Cosa non fare


Andrà posta molta attenzione a che il ragazzo non fraintenda, a che non debba mai temere di deludere i genitori qualora non raggiunga le prestazioni desiderate.
Evitare dunque di mostrarsi tristi o troppo ansiosi o desiderosi del loro successo ed evitare altresì di subordinare tutti gli aspetti della vita e ancor più gli affetti e gli aspetti emotivi della vita alla qualità delle prestazioni agonistiche.
Non unirsi o tentare di fare seguire ai giovani di cui si ha la responsabilità (figli, nipoti, alunni o altro) quelle assurde raccomandazioni o incitamenti minacciosi che provengono talora da certi insegnanti affinché i ragazzi perdano peso.
In poche parole vietare di concentrare l'attenzione sulla perdita di peso come via preferenziale e imprescindibile al successo ed alla approvazione.

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